CURARE la Gastrite in 3 passi

SINTOMI

La GASTRITE ACUTA è un disturbo molto comune nella popolazione, dovuto a una varietà di cause quali consumo eccessivo di alcolici, alimentazione scorretta ricca soprattutto di cibi ad alto tenore in grassi, abuso di farmaci antinfiammatori a base di cortisone ma anche lo stress ne è una delle cause principali.

GASTRITE CRONICA: è una condizione che perdura nel tempo , più frequente nella popolazione adulta sana, soprattutto dopo i 45 anni. La causa più frequente della gastrite cronica è un batterio molto diffuso nella popolazione detto Helicobacter Pylori (HB), che può colonizzare la mucosa gastrica.

La gastrite tende a riacutizzarsi nel cambio di stagione, in particolare con l’arrivo della primavera, perché fisiologicamente aumenta la secrezione di acidi

Il quadro clinico nelle forme più frequenti di gastrite comprende: dolore localizzato nella regione centro-superiore dell’addome, sanguinamento, dolore e crampi allo stomaco, bruciore di stomaco, digestione lenta e laboriosa (dispepsia), nausea e vomito, aerofagia, sensazione di pienezza, riduzione dell’appetito,  alitosi, amaro in bocca, reflusso gastroesofageo .

Quali sono gli Alimenti SCONSIGLIATI?

Alcool, salse con panna, sughi cotti con abbondanti quantità di olio, margarine, burro, strutto e altri alimenti ricchi di grassi, bevande gassate, liquidi caldi o troppo caldi, Alimenti fritti, Insaccati come mortadella, salame, etc; frutta secca; formaggi piccanti e fermentati, bevande e cibi contenenti sostanze nervine (es. caffeina) come caffè , tè di tutti i tipi, cola, guaranà, cacao, matè ed altre bevande a base di metilxantine, cioccolato , agrumi e succo d’agrumi, pomodoro (soprattutto crudo) e succo di pomodoro, cipolla, peperoni, aglio, peperoncino, pepe e tutti gli alimenti che aumentano la secrezione acida, in quanto potrebbero peggiorare la sintomatologia della gastrite e favorire il reflusso gastroesofageo.

Alimenti CONSIGLIATI

Privilegiare alimenti a basso contenuto di grassi per favorire lo svuotamento gastrico; prediligere preparazioni semplici , come la cottura a vapore, ai ferri, alla griglia o piastra, al forno e al cartoccio.

Pasta, riso, avena e cereali in genere, meglio se integrali . In alternativa, si possono consumare le patate; pane ben cotto, senza o con poca mollica, leggermente tostato, oppure cracker, fette biscottate, grissini, etc.

Carni magre e private dal grasso visibile, affettati quali prosciutto crudo, cotto, speck, bresaola, affettato di tacchino e pollo, pesce fresco, in particolare salmone e pesce azzurro.

Tra le verdure, prediligere broccoli, finocchi, carote, zucchine ecc., olio extravergine di oliva a crudo, aggiunto con moderazione e dosato con il cucchiaino.

Frutta matura e verdura di stagione, variando spesso i colori per favorire la corretta assunzione di vitamine, sali minerali , fibre e antiossidanti.

CONSIGLI comportamentali

Cercare di farsi seguire da un professionista per evitare un’alimentazione sbilanciata, troppo ricca in grassi, proteine e povera o priva di carboidrati .

Può essere utile, soprattutto nelle fasi acute della malattia, frazionare l’alimentazione in pasti piccoli e frequenti (colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena). L’abitudine di consumare pasti piccoli e frequenti (3 pasti principali e 2 spuntini) aiuta a tamponare l’acidità di stomaco che aumenta invece nei periodi di digiuno prolungato.

Mangiare lentamente , masticando con calma i bocconi consumando i pasti ogni giorno a orari regolari. Acqua: bisogna berne piccole quantità durante i pasti, ma non meno di 1,5-2 litri al giorno .

Bere d’abitudine una tisana dopo cena.

Non andare a dormire e, in generale, non sdraiarsi subito dopo aver mangiato e, preferibilmente, fare una passeggiata al termine del pasto, in quanto può essere utile per favorire la digestione.

Non fumare , poiché il fumo contribuisce a danneggiare la mucosa gastrica.

Buon percorso!